Il figlio di Luigino

Diede un colpo all’acceleratore e la macchina fece un balzo in avanti. Si girò e gettò un rapido sguardo sul sedile posteriore; lei teneva le mani congiunte, cingendosi il bassoventre
– Luigino per piacere va adagio, non sto mica morendo!
– Dio mio e ora che faccio Teresa?
– Rimani sulla corsia di destra… oh, oh… sì bravo così,
– Avessimo solo aspettato quel taxi!
– Te la cavi bene, oh oh, metti la seconda ora.
– La seconda, vediamo…
– Continua a guardare avanti, Luigino! Oh oh.
– Non preoccuparti tesoro, tieni duro, ce la faccio; vado in seconda!
La macchina schivò un pedone.
– Sei proprio certo di farcela? Oh oh…
– Sì sì, Teresa, ora giro ed imbocco lo stradone e, e, arriviamo.
La gomma salì sul marciapiede e la macchina travolse due tavolini.
– Mammamia.
– Luigino, sta per nascere! Fermati.
– No no, adesso che ho la cosa sotto controllo.
– Luigino fermati, per Dio, nasce oh oh oh.
– Teresa controllati…
– Fermati! oh, oh fermati fermati!
Luigino allora pigiò sul freno e accostò la macchina sul lato della strada.
– Faccia attenzione disgraziato!
– Aiuto – chiamò Luigino saltando fuori dalla macchina: – venga ad aiutarmi, il mio bimbo sta per mettere al mondo Teresa!
– Ma che?
– Aiutatemi vi prego, fate qualcosa – Luigino lo aveva afferrato per il colletto.
– Metta giù le mani!
– Vipregodatemiunamano! c’è un bimbo che sta per nascere dentro quella macchina! – Luigino incominciò a strapparsi i cappelli.
– Si calmi ragazzo si calmi, su via andiamo a vedere.
– No no, non voglio vedere!
– Ma che! – L’uomo si precipitò verso la macchina.
– Signora come va, tutto bene?
– Certo… certo signore.
– Come si chiama?
– Luigino? Non è cattivo, è solo che è un gran bambinone oh oh oh ed è anche un gran fifone… oh oh sento che devo spingere.
– Su coraggio adesso l’aiuto io; come si chiama lei, chiedevo…
– oh, Mi chiamo Teresa… oh oh…
Luigino si era seduto sul ciglio della strada, teneva la testa fra le mani, cercando di controllarsi.
– Venga Luigino – gridò l’uomo – su forza, venga aiutare!
Luigino non si decideva a muoversi, poi si fece coraggio e in un sussulto attraversò la strada. Un grosso camion che scendeva veloce la strada, lo falciò. Il colpo fu violento e Luigino fu catapultato in avanti. Da terra vide un’intensa luce bianca brillare sopra di lui e, un attimo dopo, non sentiva più il suo corpo, non aveva più le sue mani, né sapeva dove fossero finite le gambe, ma stranamente si sentiva tranquillo. Poi, strillò, e le sue labbra si attaccarono a qualcosa di morbido; era così bello e semplice. Non serviva altro e succhiava, non sapeva bene come funzionava la cosa ma sapeva farlo proprio bene.

 

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