La carriola di Dan

Poteva passare giornate intere a spingere una veccia carriola arrugginita attraverso il cortile – già si credeva al volante del grande trattore del padre – trasportava qualsiasi materiale e cosa: galline e porcellini, teneva saldamente le due stanghe della carretta e spingeva, correva e saltava. La ruota della carriola superava fossati e grosse zolle di terra infangata. Le sue sottili braccia erano gonfie di muscoli; il suo gracile corpo era quello di un atleta e negli occhi gli brillava la luce del sole mai più risorto.
Dan si accese un’altra sigaretta e fissò il soffitto della sua piccola stanza. Erano passati trent’anni da quando aveva lasciato la campagna ed era venuto ad abitare nella città. La schiena gli faceva male e aveva dolori alle articolazioni, tutto quel lavoro, pensava. Le lancette della sveglia sul comodino segnavano la mezzanotte e mezzo.

 

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