Intermezzo

– Ti passo a prendere.
– Bene, sarò giù ad aspettarti.

La macchina di Henry parcheggiò davanti il palazzo. Henry uscì dalla macchina:
– Ciao Cristina, andiamo a piedi, è qui vicino.
– Ah non sapevo – disse Cristina.
Si tenevano per mano e camminavano sul marciapiede. Non faceva freddo. Era una bella serata di fine settembre. Henry voleva farle una sorpresa e non le aveva detto dove andavano.
Cristina suonava il flauto alla filarmonica della sua città. Henry faceva lo scrittore, e non aveva ancora pubblicato niente. Cristina non sapeva come Henry campava (il non sapere come Henry campava non la disturbava).
Henry piaceva a Cristina, Cristina piaceva a Henry. Si conoscevano da qualche settimana; a lei e anche a lui, quel rapporto andava bene; più che una passione era nata tra loro una amicizia. Facevano all’amore e si erano scambiati tra loro confidenze.
Camminavano in silenzio. Cristina non faceva domande e anche Henry non parlava.
– Domani partirò con il gruppo della filarmonica all’estero per una tournee di due anni – pensava Cristina – (glielo dico a Henry?)
– Domani mi ucciderò, ho già comprato una lunga corda solida – pensava Henry – (glielo dico a Cristina?)
Arrivarono davanti ad una libreria. La grande vetrina della libreria era illuminata.
– Eccoci arrivati – disse Henry.
– Hai finalmente pubblicato un libro, vero?
– Sì, è esposto proprio qui; in centinaia d’altre librerie in tutto il mondo, anche.
– Oh caro, che sorpresa! Dimmi, dimmi, mostrami il tuo libro.
– È quello lì! – Henry indicò con l’indice il libro.
– “Cristina e i gatti.” – lesse Cristina, poi ripeté: – “Cristina e i gatti?”
– Sì. “Cristina e i gatti.”
– “Cristina e i gatti”, di John Millner?
– È il mio pseudonimo.
– Perché mai ti sei firmato così? – chiese Cristina – di cosa tratta il tuo libro?
– È una sorpresa. Volevo solo mostrarti il libro, ora andiamo al ristorante, siamo in ritardo.

John Millner, nel frattempo, sull’altro emisfero della terra, stava pescando. Il lussuoso panfilo ondeggiava tranquillo attraccato al pontile della piccola isola. Una ragazza svedese di diciassette anni prendeva nuda il sole.
– Dai John, tesoruccio, andiamo a fare un giro mi annoio.

 

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